mercoledì, giugno 08, 2005

L'OROLOGIAIO RIBELLE

La mia è una civile città. Una di quelle città dove una volta si diceva che ci sono i servizi che funzionano, gli asili, le biblioteche, quelle dove c’era la buona amministrazione insomma, dove il comunismo a forza di tortellini e Lambrusco, artigiani volenterosi e casette in proprietà è diventato la Svezia. Quella distesa di città situate sulla via Emilia o lungo il fiume Po’’ , che nell’immaginario collettivo divenivano così pregne di buona amministrazione da divenire buone tout court. Buone le persone, buoni gli amministratori, buona i ladri e buona la polizia, che scappano e si rincorrono su autobus puntuali, dopo avere mangiato in mense di quartiere pulite. La mia civile città è una di quelle, un po’ a nord di Bologna ma più a sud di Reggio Emilia.
Ora tutte quelle cose si dicono meno. La globalizzazione, si sa, ha reso tutti un po’ più uguali. Gli autobus tardano anche qui, il 45% dei bambini non trova posto nei nidi pubblici, il tasso di inquinamento dell’aria è tra i più alti d’Europa ma anche quello delle case in proprietà (70% circa, ma per gli altri 30 gli affitti sono vere e proprie rapine da 800 € a monolocale). Nella mia civile città succede anche che ci sono vigili urbani tra i più fetenti del mondo. Sembra di voler generalizzare a tutti i costi ma è la verità. Non solo perché qui se mezza ruota esce dalle righe o se il disco orario è scaduto da 2 minuti non scampi la multa neanche a morire (forse solo se facendo finta di niente infili dentro la patente…..la tessera dei DS), o se ti beccano di notte a fare pipì attaccato a una pianta piuttosto che fartela addosso (e dopo un paio di medie voglio vedere voi se non vi scappa) non ti risparmi la denuncia.
C’è dell’altro! In questo clima che potremmo definire da “regime di vigile urbano” succede anche che il 1° maggio i vigili fermano l’orologiaio. E’ un personaggio abbastanza conosciuto in città che pubblicizza la sua attività artigianale distribuendo su lampioni e cofani di macchina bigliettini con il suo indirizzo. Sono bigliettini piccolissimi, tipo due francobolli, in quanto l’orologiaio sostiene che sotto a una certa misura non è da considerarsi pubblicità e non deve pagare le apposite tasse pubblicitarie. Ha già preso decine e decine di multe che non paga e su questo fatto ha intrapreso una sua personale battaglia contro l’amministrazione. Ora, io non so se abbia ragione o torto l’orologiaio da un punto di vista di codice civile. So però che trattasi di persona innocua, di sessant’anni circa, conosciutissima dai vigili per il gran numero di multe che ognuno di loro gli ha somministrato. Il primo maggio l’orologiaio si rifiuta di dare i documenti. I vigili che fanno? siamo in una città civile, mica cazzi. Lo ammanettano a un cassonetto dei rifiuti per un’ora, poi lo portano con la volante in caserma dove resta alcune ore in camera di sicurezza (forse vola anche qualche schiaffone dice l’orologiaio, ma di questo non ho prove), poi viene denunciato e rilasciato. Il buon orologiaio sforna e distribuisce e-mail a pacchi a tutte le mailing list del mondo senza grande soddisfazione e pronunciamenti solidali. L’unico che nota la cosa è un consigliere comunale verde che fa una interrogazione, chiedendo all’assessore, comunista italiano, se gli sembra un comportamento degno della tradizione di una città civile e se, conoscendo l’orologiaio e la sua nota pericolosità pari allo zero fosse proprio necessario ammanettarlo al cassonetto. L’assessore comunista italiano si scandalizza e dice che sì, era necessario, in quanto l’orologiaio …..si rifiutava di dare il documento e ….protestava e dice al consigliere verde (giuro glielo dice davvero, è tutto agli atti e anche sulla stampa) che è comportamento non degno di una città di tradizione civile rifiutarsi di dare il documento all’urbano tutore dell’ordine, causando così anche danno alla dignità professionale e personale del tutore della legge e anzi a tutte le forze dell’ordine del pianeta (del pianeta è una mia esagerazione, lui ha detto solo “all’intero Corpo”. Che pensare? Ma se l’assessore fosse stato che so ..di Forza Italia il comunista italiano avrebbe urlato allo scandalo e tacciato di fascismo tutti? è probabile.
Io sospetto che il comunista italiano in questione sia un cretino, ed essendo cosciente di essere un cretino sa che un colpo di culo come un posto di assessore frutto probabilmente di 1000 combinazioni favorevoli non si ripeterebbe mai e così firmerebbe tutto e il contrario di tutto pur di non mettere a repentaglio 4 anni di stipendio.
Ma il suo essere un cretino risponde a tutte le domande?
I suoi compagni, italiani e comunisti come lui (ma probabilmente non orologiai) che dicono?
E i comunisti non italiani, come i rifondatori anch’essi in giunta apprezzano?
Qui i casi sono:
a)i vigili votanti sono più numerosi degli orologiai votanti
b)i comunisti non son più quelli di una volta
c)la città civile è diventata una città di merda
d) a+b+c
Bisognerebbe riempire la città di bigliettini che pubblicizzino ogni cosa, milioni di bigliettini attaccati ovunque per promuovere un bar, il cine sotto casa, il fruttivendolo dell’angolo, l’appuntamento con gli amici per le 9, il compito in classe del figlio, la stronzaggine di certi assessori comunisti o meno, il delirio dei cervelli in pappa, le derive securitarie di una città a cui è sempre andata di lusso, la maniacale rigidità mentale dei tutori dell’ordine.
Speriamo gli si fermino tutti gli orologi. E che non trovino nessuno che li aggiusti.
FORZA OROLOGIAIO, SEI TUTTI NOI

martedì, giugno 07, 2005

Delirio laico in contesto bigotto

Vivere con il Vaticano nel cortile di casa non è il massimo. E non è gratis. Ogni volta che si discute di qualcosa che rientra nella sfera dei così detti cazzi propri ( scelte e stili di vita, sessualità, coppia ecc) ci si deve pentire amaramente di qualche accenno di apprezzamento sulle posizioni della Chiesa sulla guerra, la fame (e ci mancherebbe anche che ufficialmente la Chiesa sostenesse che va bene massacrare migliaia di civili e che nel mondo si muoia di fame a pochi km da dove si muore di bulimia, poi le scelte quotidiane andiamoci a vedere dentro bene se creano pace e benessere che accà nisciuno è fesso e micca tutti ii preti sono Padre Zanotelli o Don Ciotti). Il mondo cattolico è per fortuna vario è c'è del buono ma adesso non ho voglia di stare a fare i distinguo, chi vuole capire capisce. Mi fa più schifo del bigottismo integralista e reazionario papale e cardinalizio solo il servilismo moralista dei politici cattolici filo papali, magari iper puttanieri a casa loro e dopomezzanotte ma severi giudici della morale altrui invece che della propria il resto della giornata.
La legge sulla fecondazione oggetto di referendum è la più retrograda in Europa e mentre in altri paesi, pure cattolici si avanza a colpi di matromoni gay verso quel minimo di civiltà e di laicità che rendono un paese degno di essere abitato qui si rimettono in discussione aborto e divorzio (forse si comincia a pensare anche al proibizionismo anti condom) e si invita all'astensione. Non entro nel merito delle questioni che non c'ho il tempo nè la voglia e ci sono siti su siti che spiegano tutto benissimo. A me bastano due piccole cose: io non voglio decidere per nessuno cosa è giusto e cosa no, non volete abortire? non fatelo...non volete impiantarvi più di tre embrioni? mettetene due. Ma a me che ho altri valori ed altre idee lasciatemi pari diritti di decidere i cazzi e i valori miei. Seconda: è già grave che la Chiesa, ospite ben concordata nel paese grazie a Mussolini e a Craxi, inviti all'astensione, ma che lo facciano politici, che chi rappresenta cittadini in Parlamento e dovrebbe comunque invitare ad avere ed esprimere una opinione, a partecipare alle scelte, inviti invece ad andare al mare lo trovo vomitevole (d'altra parte sappiamo chi è stato il primo politico a farlo). Ancor più vomitevole se il qualcuno milita nel centro sinistra. Speculazione sulla pelle degli altri si chiama, micca valori diversi. Occupazione di spazietti a caccia di consenso, ecco cos'è il valore di Rutellone. Allora, non potendo fare altro, mi limito ad auspicare quanto segue:
che nelle famiglie dei mastella e dei rutelli, dei cardinalruini dei pera e dei casini avvenga uno strano fenomeno che porta al tempo stesso una voglia di figliolanza pazzesca e irrefrenabile ed una impossibilità a produrre prole, che nelle stesse arrivino a ondate nel parentado malattie genetiche come piovesse, tutte curabili con la ricerca che non c'è stata per la legge approvata e il referendum boicottato, che arrivino diabeti, ictus e leucemie al ritmo di 3 o 4 al giorno, che nessuna possa fecondarsi in Italia e che allora le loro mogli scappino all'estero imbottite di soldi a far quello che i ricchi in Svizzera potranno continuare a fare e i poveri in Italia no (mi si passi la semplificazione), e che loro le scongiurino di non farlo (se si sapesse mi rovini la carriera!) e che loro li mandino a fare in culo e ci vadano. Ma vengono fermate alla frontiera per esportazione di valuta e così tutti lo sanno, la carriera è sputtanata e lo stesso, la gravidanza non viene procurata, e che i giudici dei minori allora inorriditi non concedano più a queste famiglie neppure il diritto di adottare perchè nessun negrettto affamato si merita dopo una infanzia in bidonville una adolescenza con mastella. E che questo fatto alle mogli in down di figli faccia venire voglia di divorziare ma nel frattempo hanno tolto anche il divorzio e allora sono condannati a stare insieme infelici e a passar la vita ad assistere il resto dei parenti gravemente ammalati delle malattie di cui sopra, che gli giurano cancheri a tutto spiano perchè sanno nell'ordine che:
1) hanno bloccato la ricerca che poteva curarli con una legge di merda
2)non gli fanno avere morfina e antidolorifici perchè si sa al mondo siamo per soffrire e quella è droga...per Dio
3) che non possono neppure morire perchè non si può scegliere l'eutanasia, la morte dolce non va bene, deve essere amara pure quella.
Infine spero che dopo un paio d'anni così finalmente una legge giusta e laica, libertaria e democratica, di pari opportunità per tutti e solidale con chi soffre...una legge così infine passa. Si potrà fare ricerca, cercare di avere figli, perfino lesbiche e gay, si potrà decidere se e come curarsi, si potrà chiedere di morire quando la cura non c'è e la sofferenza è troppa, si potranno usare farmaci che leniscono il dolore, non si dovrà più andare falsamente all'estero a spendere milioni in cliniche private per avere quello che è un diritto, si starà insieme se ci si ama anche al di là del sesso e, sposati o no, si avranno gli stessi diritti. Arriverà una legge che annulla la precedente e che risolve bene tutti questi problemi. E arriveranno figli amati, cure nuove, diritti. Per tutti. Con una piccola piccola clausolo: non vale per chi ha invitato ad astenersi al referendum.

E bravo!

Ho avuto l'inutile onestà di chiamare Ghiro il mio blog ma non la furbizia di riconoscere la mia propensione ai ritmi di vita latinoamericani (uno dei luoghi comuni più veri) al momento giusto. Ad esempio prima di pagare una cifra spropositata per le mie tasche un corso d'inglese che con un pò più di onestà intellettuale avrei dovuto sapere che non avrei mai fatto. Quelli come me, con i miei bioritmi possono iscriverso SOLO a corsi gratuiti. Il senso di colpa per non avere studiato inglese a scuola, la coincidenza di avere quasi sempre viaggiato in paesi di lingua spagnola o francese, il senso di inadeguatezza vissuto ogni volta che per piacere o per dovere mi sono trovato in paesi o situazioni dove tutti parlano inglese (torturando i miei sfortunati compagni di viaggio con continui "cosa hanno detto?" " cosa c'è scritto")mi hanno accompagnato per anni. Per il lavoro serve l'inglese, per internet serve l'inglese, per andare in ferie serve l'inglese.... tutto ciò mi ha portato verso il portone di una "rinomata" scuola d'inglese per chiedere informazioni. La ferocia cupidigia di una ingorda venditrice di corsi ha fatto il resto. Mi ha guardato e ha capito che non sarei uscito di lì senza fare la firmetta e staccare l'assegno. Ho capito subito, alle prime parole, che per uscire da lì senza iscrivermi avrei dovuto usare la violenza fisica, e non ne sono capace.
Dopo neanche un mese e poche ore di lezione avevo già mollato (per questo lei che lo sapeva mi ha fatto pagare tutto subito). Ho cercato di distrarmi e non pensarci per un pò. Poi, oggi, ho deciso di attivare il blog. E da ore sto "guardando" (leggere presuppone il capire almeno un pò ciò che si guarda)istruzioni in inglese.
Tutto sommato sono uina persona con diversi interessi, ho alcune capacità che mi sono riconosciute. Ci sono due cose nelle quali sono negato: il computer e l'inglese. E ho aperto un blog. Furbo eh!!!

lunedì, giugno 06, 2005

Ma sè! Ma dai! Ma va!

Incredibile ma vero. Non ci posso credere. Con la soddisfazione di un bimbo con il gioco nuovo la notte di Natale mi gusto IL MIO BLOG. I miei bloggers friens me lo dicevano "è semplice", "si può fare", "guarda che se ti metti un attimo ce la fai perfino tu" (perfino? cosa volete dire con quel "perfino"). Ma io non ci credevo. Troppa la diffidenza per il mondo web, per ogni tecnologia successiva alla ruota, troppa paura per la complessità del tecnomondo, troppa consapevolezza dei miei limiti informatici egià informaticièunaparolagrossa. Però la voglietta c'era, la tentazione di provare. E' bastata una sera di sosta al lavoro senza voglia di lavorare nè di andare a casa, quei 10 minutini in cui vuoi cazzeggiare e tanto anche se va in bompa spengo tutto e se ne parla domattina. Beh, oh! era vero. Abbastanza facile. Certo lo so, sto facendo le cose di base, appena dovrò inserire una immagine, spedire una roba via e-mail, cambiare una qualsiasi impostazione sarò in difficoltà. Ogni impostazione che non capivo l'ho clicccata com'era che tanto a me va bene. Però stasera vedo il mio blog online. Mi son fatto le mie cosine, ho salvato le impostazioni. Et voi là!
Adesso vediamo quanto dura! Ma perchè un blog? che domande..che cazzo ne so, lo vedremo...portate pazienza un attimo, sono appena arrivato. Prima di tutto una precisazione: avevo scelto come nome PIGRO ma già c'era, ho rimediato con GHIRO e c'era pure lui, stremato ho optato per misterghiro per il sito (e ghiro come firmetta). La testardaggine nel volere un nome che esprimesse un concetto non proprio adrenalinico e superenergetico dovrebbe dire qualcosa sui ritmi di messaggi (di ...post...dovrò rifarmi il vocabolario per vivere qui)che potete aspettarvi, o voi n. 0 lettori del mio blog. Però mi piace sapere di poter scrivere (...ok, postare...che palle..)quando mi pare. Perchè negli ultimi tempi il pelino d'invidia sia per i blog superfighi di giornalisti, scrittori, musicisti e gente varia che gode della mia ammirazione, sia quelli dei miei amici dalle vite come la mia sconosciute ai più se non sul blog, ad esempio Leonardo o Madame Lafargue, blogger della vecchia generazione, il pelino d'invidia dicevo, c'era. In senso buono. Però quante volte leggendo un libro avrei voluto copiare subito una frase per divulgarla al mondo (sempre dei miei n. 0 lettori)perchè bellissima, o per deriderla o perchè mi faceva incazzare di brutto, quante volte dopo Porta a Porta avrei voluto sfogarmi con qualcuno e inveire contro questo o quello, o in momenti sempre più rari di serena comunione con il mondo avrei voluto condividere un qualche straccio di emozione, o commentare un cd, recensire un film, riportare la riunione di una delle 18 associazioni-socialforum-movimenti dove vado con sempre minor entusiasmo? Non tante, ma qualche volta sì. Adesso posso. Per chi? se nessuno mi legge non faccio prima a chiacchierare tra me e me mentre guido invece che perder tempo? e se anche qualcuno, tipo 2 o 3 per caso leggono cosa cambia? Non so rispondere a questa domanda. Se volete ammetto che un pò di ego per far sta roba da qualche parte ci deve essere. Ma non è quello. In realtà, quello che spero, è di trovare un luogo dove nascosto sotto falso nome posso confessare sena troppa vergogna che mi piace l'ultimo di Jovanotti, faccio per dire, o che ho goduto come un selvaggio alla vittoria del Liverpool sul Milan. Ed essendo, come ho già ammesso, un neofita tecnologico che non ha mai chattato, fatto newsgroup con sconosciuti (?), smsato nelle comunity (?) di qualche compagnia telefonica....lo ammetto, mi incuriosisce l'idea che prima o poi qualcuno che non siano gli amici e i parenti possa comunicare con me, commentare un mio pensiero, darmi dello stronzo o del fighissimo.
Ora solo una decisione resta da prendere. Quando e a chi confessare l'esistenza di quesato spazio. Accettare presenze conosciute perdendo la libertà dell'anonimato in cambio di un pò di pubblico garantito? O restare a ululare alla luna solo e felice?
Ci rifletterò!
Hasta luego.