L'OROLOGIAIO RIBELLE
La mia è una civile città. Una di quelle città dove una volta si diceva che ci sono i servizi che funzionano, gli asili, le biblioteche, quelle dove c’era la buona amministrazione insomma, dove il comunismo a forza di tortellini e Lambrusco, artigiani volenterosi e casette in proprietà è diventato la Svezia. Quella distesa di città situate sulla via Emilia o lungo il fiume Po’’ , che nell’immaginario collettivo divenivano così pregne di buona amministrazione da divenire buone tout court. Buone le persone, buoni gli amministratori, buona i ladri e buona la polizia, che scappano e si rincorrono su autobus puntuali, dopo avere mangiato in mense di quartiere pulite. La mia civile città è una di quelle, un po’ a nord di Bologna ma più a sud di Reggio Emilia.
Ora tutte quelle cose si dicono meno. La globalizzazione, si sa, ha reso tutti un po’ più uguali. Gli autobus tardano anche qui, il 45% dei bambini non trova posto nei nidi pubblici, il tasso di inquinamento dell’aria è tra i più alti d’Europa ma anche quello delle case in proprietà (70% circa, ma per gli altri 30 gli affitti sono vere e proprie rapine da 800 € a monolocale). Nella mia civile città succede anche che ci sono vigili urbani tra i più fetenti del mondo. Sembra di voler generalizzare a tutti i costi ma è la verità. Non solo perché qui se mezza ruota esce dalle righe o se il disco orario è scaduto da 2 minuti non scampi la multa neanche a morire (forse solo se facendo finta di niente infili dentro la patente…..la tessera dei DS), o se ti beccano di notte a fare pipì attaccato a una pianta piuttosto che fartela addosso (e dopo un paio di medie voglio vedere voi se non vi scappa) non ti risparmi la denuncia.
C’è dell’altro! In questo clima che potremmo definire da “regime di vigile urbano” succede anche che il 1° maggio i vigili fermano l’orologiaio. E’ un personaggio abbastanza conosciuto in città che pubblicizza la sua attività artigianale distribuendo su lampioni e cofani di macchina bigliettini con il suo indirizzo. Sono bigliettini piccolissimi, tipo due francobolli, in quanto l’orologiaio sostiene che sotto a una certa misura non è da considerarsi pubblicità e non deve pagare le apposite tasse pubblicitarie. Ha già preso decine e decine di multe che non paga e su questo fatto ha intrapreso una sua personale battaglia contro l’amministrazione. Ora, io non so se abbia ragione o torto l’orologiaio da un punto di vista di codice civile. So però che trattasi di persona innocua, di sessant’anni circa, conosciutissima dai vigili per il gran numero di multe che ognuno di loro gli ha somministrato. Il primo maggio l’orologiaio si rifiuta di dare i documenti. I vigili che fanno? siamo in una città civile, mica cazzi. Lo ammanettano a un cassonetto dei rifiuti per un’ora, poi lo portano con la volante in caserma dove resta alcune ore in camera di sicurezza (forse vola anche qualche schiaffone dice l’orologiaio, ma di questo non ho prove), poi viene denunciato e rilasciato. Il buon orologiaio sforna e distribuisce e-mail a pacchi a tutte le mailing list del mondo senza grande soddisfazione e pronunciamenti solidali. L’unico che nota la cosa è un consigliere comunale verde che fa una interrogazione, chiedendo all’assessore, comunista italiano, se gli sembra un comportamento degno della tradizione di una città civile e se, conoscendo l’orologiaio e la sua nota pericolosità pari allo zero fosse proprio necessario ammanettarlo al cassonetto. L’assessore comunista italiano si scandalizza e dice che sì, era necessario, in quanto l’orologiaio …..si rifiutava di dare il documento e ….protestava e dice al consigliere verde (giuro glielo dice davvero, è tutto agli atti e anche sulla stampa) che è comportamento non degno di una città di tradizione civile rifiutarsi di dare il documento all’urbano tutore dell’ordine, causando così anche danno alla dignità professionale e personale del tutore della legge e anzi a tutte le forze dell’ordine del pianeta (del pianeta è una mia esagerazione, lui ha detto solo “all’intero Corpo”. Che pensare? Ma se l’assessore fosse stato che so ..di Forza Italia il comunista italiano avrebbe urlato allo scandalo e tacciato di fascismo tutti? è probabile.
Io sospetto che il comunista italiano in questione sia un cretino, ed essendo cosciente di essere un cretino sa che un colpo di culo come un posto di assessore frutto probabilmente di 1000 combinazioni favorevoli non si ripeterebbe mai e così firmerebbe tutto e il contrario di tutto pur di non mettere a repentaglio 4 anni di stipendio.
Ma il suo essere un cretino risponde a tutte le domande?
I suoi compagni, italiani e comunisti come lui (ma probabilmente non orologiai) che dicono?
E i comunisti non italiani, come i rifondatori anch’essi in giunta apprezzano?
Qui i casi sono:
a)i vigili votanti sono più numerosi degli orologiai votanti
b)i comunisti non son più quelli di una volta
c)la città civile è diventata una città di merda
d) a+b+c
Bisognerebbe riempire la città di bigliettini che pubblicizzino ogni cosa, milioni di bigliettini attaccati ovunque per promuovere un bar, il cine sotto casa, il fruttivendolo dell’angolo, l’appuntamento con gli amici per le 9, il compito in classe del figlio, la stronzaggine di certi assessori comunisti o meno, il delirio dei cervelli in pappa, le derive securitarie di una città a cui è sempre andata di lusso, la maniacale rigidità mentale dei tutori dell’ordine.
Speriamo gli si fermino tutti gli orologi. E che non trovino nessuno che li aggiusti.
FORZA OROLOGIAIO, SEI TUTTI NOI
